Non so a quanti di voi al mattino capiti in mano il Messaggero. Comunque – dall’alba dei tempi – sul Messaggero c’è ogni giorno una rubrichina di Maurizio Costanzo che è invariabilmente un breviario di luoghi comuni e banalità totali, piuttosto imbarazzanti per chiunque abbia superato la seconda elementare: tipo che la violenza è brutta, l’afa sgradevole, una volta qui era tutta campagna e non ci sono più le mezze stagioni.
Quando ieri ho visto che Maurizio Costanzo accennava alla Ferrari che faceva causa a Twitter, mi sono chiesto se improvvisamente non avesse cambiato registro, o ghost writer. Tanto più per quella asserzione finale, «non si puó fermare il vento con le mani», che seppur garbatamente dava torto alla Ferrari.
Invece no, non è Costanzo che è diventato un po’ meno banale e un po” meno mainstream.
È, fortunatamente, il contrario.
È il principio che non si puó imbrigliare la Rete che è diventato ovvio, banale, mainstream. Tanto da essere fatto proprio perfino da un sacerdote dell’innocuo buon senso quotidiano come Maurizio Costanzo.
Fino a pochi anni fa la libertà e l’infinità della Rete era ancora oggetto di controversia, se non di battaglia, e il pensiero mainstream era che bisognava “regolamentare il far west”, e i social network erano peggio dei centri sociali.
E dai e dai, qualcosa è cambiato, molto è cambiato. E il pensiero di minoranza è diventato mainstream.
Non faccio la ola – c’è caldo – ma qualche piccola speranza in più che rompere i coglioni al mondo in tanti serva a qualcosa, sì, oggi ce l’ho.
http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/07/12/diventare-maggioranza/
“Non faccio la ola – c’è caldo – ma qualche piccola speranza in più che rompere i coglioni al mondo in tanti serva a qualcosa, sì, oggi ce l’ho.”
A presto,
MAX
“Non faccio la ola – c’è caldo – ma qualche piccola speranza in più che rompere i coglioni al mondo in tanti serva a...